sabato 17 febbraio 2018

Lettera a Luciana Patrizi, Ispettrice generale della RGS-IGESPES, sulla loro fake news sulle pensioni




Dopo il dialogo con Stefano Patriarca,[1] ho scoperto che anche la Ragioneria Generale dello Stato (RGS) ha commesso l’errore di interpretazione della norma pensionistica relativa alla modifica da triennale a biennale – decisa dalla riforma Fornero – dell’adeguamento automatico dell’età di pensionamento alla speranza di vita. Quindi, come preannunciato, ho ripreso la caccia per individuare il suo autore e, dopo le lettere all’Istat e a Stefano Patriarca, previa una laboriosa ricerca in Internet e telefonica, ho deciso di inviare questa lettera a Luciana Patrizi, Ispettrice Generale dell'IGESPES   (Ispettorato Generale per la Spesa Sociale), che fa parte della RGS e provvede ad elaborare periodicamente i rapporti sulla spesa pensionistica. Ad oggi, non ho ricevuto alcuna risposta.

Errata interpretazione della norma pensionistica relativa all'adeguamento automatico dell'età di pensionamento
Da:  v
12/2/2018  17:44

Gentile Dott.ssa Patrizi,
Nell'ambito della mia faticosa opera di controinformazione sulle pensioni cui ho deciso volontariamente di sobbarcarmi da sei anni, ai fini della redazione della mia ennesima “lettera circolare”, sto cercando di capire chi abbia per primo commesso l’errore di interpretazione della norma pensionistica relativa all’adeguamento automatico dell'età di pensionamento alla speranza di vita. Nel novero c'è, oltre alla RGS, perfino il Parlamento.
Le previsioni del sistema pensionistico scontano l’adeguamento su base triennale (biennale dal 2021) dei coefficienti di trasformazione e, con medesima periodicità, dei requisiti di accesso al pensionamento in funzione della speranza di vita”. (pag. 1).
Debbo supporre che Lei - o chi ha redatto il rapporto - non abbia letto la norma pensionistica di riferimento (L. 214/2011, art. 24, comma 13), altrimenti avrebbe facilissimamente dedotto che, contrariamente a ciò che scrivono quasi tutti, la periodicità dell’adeguamento automatico dell’età di pensionamento diverrà biennale a decorrere dal 2022.
13 Gli adeguamenti agli incrementi della speranza di vita successivi a quello effettuato con decorrenza 1° gennaio 2019 sono aggiornati con cadenza biennale secondo le modalita' previste dall'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni ((, salvo quanto previsto dal presente comma)). A partire dalla medesima data i riferimenti al triennio, di cui al comma 12-ter dell'articolo 12 del citato decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni, devono riferirsi al biennio.[…]
Non mi pare ci possano essere dubbi su una norma di un’evidenza assoluta: la periodicità Sacconi è triennale, essa diventa biennale, in forza della riforma Fornero, relativamente agli “adeguamenti successivi a quello [triennale, 2019-2021] effettuato con decorrenza 1° gennaio 2019”, e cioè dal 2022.
Spero di esserLe stato utile o che Lei possa contraddirmi.
Cordiali saluti
V.

PS: Ritengo doveroso informarLa che pubblicherò questa mia lettera e la Sua eventuale, graditissima risposta nel mio blog.
  
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Note:
[1] Dialogo con Stefano Patriarca, consulente economico del Governo, sulla sua fake news sulle pensioni


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giovedì 15 febbraio 2018

Dialogo con Stefano Patriarca, consulente economico del Governo, sulla sua fake news sulle pensioni




Pubblico la lettera che ho inviato a Stefano Patriarca, consulente economico del Governo, dopo aver letto una sua dichiarazione ai media, nella quale diffondeva una notizia a mio avviso falsa sulla modifica della decorrenza da cadenza triennale a biennale dell’adeguamento automatico dell’età di pensionamento alla speranza di vita, la sua risposta e la mia replica.

Pensioni, adeguamento automatico all'aspettativa di vita
Da:  v
5/2/2018 18:45

Egr. Dott. Patriarca,
Traggo dall’articolo di Repubblica (ma è lo stesso su tutti i giornali) intitolato “Arriva il decreto per le 15 categorie di lavoratori "salvati" dall'aumento dell'età pensionabile: «Il decreto, come spiega il tecnico di Palazzo Chigi Stefano Patriarca, “consente di allargare la platea dell'Ape sociale e dei precoci per il 2018 e permette nel 2019 e 2020 il pensionamento senza il previsto adeguamento alla speranza di vita a circa 49.800 lavoratori”.»

Adeguamento automatico
Mi permetto di correggerLa, l’adeguamento automatico di 5 mesi che scatterà nel 2019 varrà per il triennio 2019-2021, poiché la cadenza biennale non decorrerà dal 2019, ma si applicherà – come recita la norma (L. 214/2011, art. 24, comma 13) - “agli incrementi successivi a quello [triennale, che varrà ovviamente per il triennio 2019-2021, ndr] con decorrenza 1° gennaio 2019”, e cioè dal 2022, a valere per il biennio 2022-2023, e così ogni 2 anni.[2]
Poiché quasi tutti sono convinti che sia stata la riforma Fornero ad introdurre l’adeguamento automatico, vale la pena di precisare che esso è stato introdotto, con un richiamo al DL 78/2009 che lo prevedeva, dalla riforma Sacconi (2010 e 2011), col comma 12bis dell’art. 12 della L. 122/2010.

OCSE, ecc.
E’ un errore fatto anche dall’OCSE,[3] i cui report, com’è noto, hanno una risonanza mondiale. Ma è solo uno dei tanti errori che riguardano le pensioni, con lo stranissimo fenomeno che è stata obliterata in parte o in tutto (!) la severissima riforma Sacconi, semplicemente chiamandola Fornero. Fatto che andrebbe indagato e stigmatizzato adeguatamente, perché vede protagonisti nomi importanti, sia del Parlamento (Ichino, Damiano, Sacconi) che dell’Accademia (Cazzola, Boeri, Garibaldi), che dei media (Giannino), [4] sia del mondo politico (Salvini, Meloni,  che ne stanno facendo, assieme a Berlusconi, un argomento mendace della loro campagna elettorale),[5] che, dal 2013, tutti i media, immemori di ciò che scrivevano nel 2012 sull’efficacia della riforma Sacconi.[4] Ne può trovare vari altri scorrendo il mio blog http://vincesko.ilcannocchiale.it oppure http://vincesko.blogspot.it.

ISTAT
Inoltre, in primo luogo, osservo che l’origine degli errori del filone istituzionale (inclusa forse l'OCSE), da quel che mi consta (si veda quanto afferma il professor Alberto Brambilla nell’allegato 4, nota in calce), parrebbe sia l’ISTAT, i cui dati vengono poi utilizzati da EUROSTAT, i cui dati vengono usati da UPB, [4] i cui dati vengono ripresi da altri. In secondo luogo, ho provato a chiederne a ISTAT la conferma, ma finora invano, ricavandone invece la conferma – anche nel chiedere l’indirizzo e-mail - di una certa propensione alla scarsa trasparenza.[6] In terzo luogo, mi permetto, allora, di suggerirLe di fare chiarezza – se può - in relazione ad un altro comma della legge 122/Sacconi, che coinvolge direttamente l’ISTAT: il comma 12ter,[7] laddove prescrive all’ISTAT di considerare nel calcolo dell’aspettativa di vita soltanto gli aumenti e non anche le diminuzioni, ma – parrebbe proprio - limitatamente alla “prima applicazione”. Viste, però, le polemiche accese che si sono registrate sull’adeguamento di ben 5 mesi dal 2019, anche considerando che nel 2015 c’è stato un calo, la domanda che si può porre è: ma, l’ISTAT, ha tenuto conto anche della diminuzione del 2015 (e di quella, di cui si vocifera, del 2017)?
Spero di esserLe stato utile e che voglia contribuire a fare chiarezza sulle norme pensionistiche e sui loro autori.
Cordiali saluti
V.

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Note:
[1] 12-bis. In attuazione dell'articolo 22-ter, comma 2, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, concernente l'adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita, e tenuto anche conto delle esigenze di coordinamento degli istituti pensionistici e delle relative procedure di adeguamento dei parametri connessi agli andamenti demografici, a decorrere dal 1° gennaio 2013 i requisiti di eta' e i valori di somma di eta' anagrafica e di anzianita' contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, i requisiti anagrafici di 65 anni e di 60 anni per il conseguimento della pensione di vecchiaia, il requisito anagrafico di cui all'articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, il requisito anagrafico di 65 anni di cui all'articolo 1, comma 20, e all'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni, e il requisito contributivo ai fini del conseguimento del diritto all'accesso al pensionamento indipendentemente dall'eta' anagrafica devono essere aggiornati a cadenza triennale con decreto direttoriale del Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento. La mancata emanazione del predetto decreto direttoriale comporta responsabilita' erariale. Il predetto aggiornamento e' effettuato sulla base del procedimento di cui al comma 12-ter.(20)(59)((77))
[2] 13 Gli adeguamenti agli incrementi della speranza di vita successivi a quello effettuato con decorrenza 1° gennaio 2019 sono aggiornati con cadenza biennale secondo le modalita' previste dall'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni ((, salvo quanto previsto dal presente comma)). A partire dalla medesima data i riferimenti al triennio, di cui al comma 12-ter dell'articolo 12 del citato decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni, devono riferirsi al biennio.
[3] Lettera a Stefano Scarpetta dell’OCSE sulla sua fake news sulla spesa pensionistica italiana, sua risposta e mia replica
[4] Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero
http://vincesko.blogspot.com/2017/12/pensioni-la-congiura-del-silenzio-di.html
[5] Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero
Lettera all'On. Giorgia Meloni sulle pensioni: propaganda o truffa politico-elettorale?
[6] Lettera all’ISTAT di richiesta di informazione sulla fonte di dati pensionistici errati
[7] 12-ter. A partire dall'anno 2011 l'ISTAT rende annualmente disponibile entro il 31 dicembre dell'anno medesimo il dato relativo alla variazione nel triennio precedente della speranza di vita all'eta' corrispondente a 65 anni in riferimento alla media della popolazione residente in Italia. A decorrere dalla data di cui al comma 12-bis e con i decreti a cadenza triennale di cui allo stesso comma 12-bis: a) i requisiti di eta' e di anzianita' contributiva indicati al comma 12-bis sono aggiornati incrementando i requisiti in vigore in misura pari all'incremento della predetta speranza di vita accertato dall'ISTAT in relazione al triennio di riferimento. In sede di prima applicazione tale aggiornamento non puo' in ogni caso superare i tre mesi e lo stesso aggiornamento non viene effettuato nel caso di diminuzione della predetta speranza di vita. […]

Allego due miei post (dei tanti contro la vulgata imperante da sei anni sulle pensioni e da sette anni su Monti) che potrebbero interessarLe:

Questo articolo mi è stato chiesto da un giornale on-line dopo una mia segnalazione rettificativa, il titolo e alcune piccole modifiche sono redazionali.
Pensioni: l’estremismo di Bankitalia e Corte dei Conti
di Vincesko

In questo documento di 18 pagine ho ricostruito le vicende politico-economiche della scorsa legislatura, con notizie e nessi forse sorprendenti, anche in merito alle pensioni, contro le bufale sul governo Berlusconi e il governo Monti propalate da sette anni.
L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione


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Re: I: Pensioni, adeguamento automatico all'aspettativa di vita
Da:  stefano patriarca (stepatri@gmail.com)
8/2/2018 15:43
A:  v  

Spett.le V., mi congratulo per la sua attenzione ai problemi pensionistici e in particolare anche ai dettagli e ai numeri che spesso sono sostanza.....in relazione alle sue osservazioni troverà sotto, accanto alle sue riflessioni le mie osservazioni a titolo personale, schematiche in NERETTO

Oggetto: Pensioni, adeguamento automatico all'aspettativa di vita
Egr. Dott. Patriarca,
Traggo dall’articolo di Repubblica (ma è lo stesso su tutti i giornali) intitolato “Arriva il decreto per le 15 categorie di lavoratori "salvati" dall'aumento dell'età pensionabile ”:«Il decreto, come spiega il tecnico di Palazzo Chigi Stefano Patriarca, “consente di allargare la platea dell'Ape sociale e dei precoci per il 2018 e permette nel 2019 e 2020 il pensionamento senza il previsto adeguamento alla speranza di vita a circa 49.800 lavoratori”.»
Adeguamento automatico
Mi permetto di correggerLa, l’adeguamento automatico di 5 mesi che scatterà nel 2019 varrà per il triennio 2019-2021, poiché la cadenza biennale non decorrerà dal 2019, ma si applicherà – come recita la norma (Servizio Antispam ha rilevato un possibile tentativo
di phishing da "www.normattiva.it" L. 214/2011, art. 24, comma 13) - “agli incrementi successivi a quello [triennale, che varrà ovviamente per il triennio 2019-2021, ndr] con
decorrenza 1° gennaio 2019”, e cioè dal 2022, a valere per il biennio 2022-2023, e così
ogni 2 anni.[2]
Poiché quasi tutti sono convinti che sia stata la riforma Fornero ad introdurre
l’adeguamento automatico, vale la pena di precisare che esso è stato introdotto, con un
richiamo al DL 78/2009 che lo prevedeva, dalla riforma Sacconi (2010 e 2011), col      
comma 12bis dell’art. 12 della L. 122/2010.

Mi spiace ma è incorso in un errore dovuto ad una non corretta interpretazione della norma. La riforma Fornero ha cambiato gli scatti da triennali a biennali dallo scatto del 2019. quindi i 67 anni varranno per il 2019 e 2021. E' assolutamente corretto dire che la Fornero non ha introdotto l'adeguamento automatico ma è stato il Governo Berlusconi (riforma Sacconi e Tremonti) ma li ha solo resi biennali, e nei fatti l'età per il 2019 e 2021 sarebbe stata la stessa anche senza la Fornero.

OCSE, ecc.
Concordo con lei che la “criminalizzazione” della legge Fornero e non degli interventi precedenti , in parte causa della stessa legge Fornero è una grande "bufala" ancorchè la stessa legge abbia alcuni elementi critici, peraltro corretti con gli interventi che si sono fatti nelle leggi di bilancio del 2017 e 2018, cavalcata spesso a sproposito da molti (ma forse non è il caso di Cazzola che è sempre molto  rigoroso e corretto nell’analisi dei dati)

E’ un errore fatto anche dall’OCSE,[3] i cui report, com’è noto, hanno una risonanza mondiale. Ma è solo uno dei tanti errori che riguardano le pensioni, con lo stranissimo fenomeno che è stata obliterata in parte o in tutto (!) la severissima riforma Sacconi, semplicemente chiamandola Fornero. Fatto che andrebbe indagato e stigmatizzato adeguatamente, perché vede protagonisti nomi importanti, sia del Parlamento (Ichino, Damiano, Sacconi) che dell’Accademia (Cazzola, Boeri, Garibaldi), che dei media (Giannino),[4] sia del mondo politico (Salvini, Meloni, che ne stanno facendo, assieme a Berlusconi, un argomento mendace della loro campagna elettorale),[5] che, dal 2013, tutti i media, immemori di ciò che scrivevano nel 2012 sull’efficacia della riforma Sacconi.[4]               
Ne può trovare vari altri scorrendo il mio blog http://vincesko.ilcannocchiale.it oppure http://vincesko.blogspot.it.

Ocse non ha sbagliato sull'adeguamento (anche se nei lavori Ocse sono frequenti imprecisioni)

ISTAT
Inoltre, in primo luogo, osservo che l’origine degli errori del filone istituzionale (inclusa
forse l'OCSE), da quel che mi consta (si veda quanto afferma il professor Alberto Brambilla nell’allegato 4, nota in calce), parrebbe sia l’ISTAT, i cui dati vengono poi utilizzati da EUROSTAT, i cui dati vengono usati da UPB, [4] i cui dati vengono ripresi da altri. In secondo luogo, ho provato a chiederne a ISTAT la conferma, ma finora invano, ricavandone invece la conferma – anche nel chiedere l’indirizzo e-mail - di una certa propensione alla scarsa trasparenza.[6] In terzo luogo, mi permetto, allora, di suggerirLe di
fare chiarezza – se può - in relazione ad un altro comma della legge 122/Sacconi, che coinvolge direttamente l’ISTAT: il comma 12ter,[7] laddove prescrive all’ISTAT di considerare nel calcolo dell’aspettativa di vita soltanto gli aumenti e non anche le diminuzioni, ma – parrebbe proprio - limitatamente alla “prima applicazione”. Viste, però, le
polemiche accese che si sono registrate sull’adeguamento di ben 5 mesi dal 2019, anche
considerando che nel 2015 c’è stato un calo, la domanda che si può porre è: ma, l’ISTAT,
ha tenuto conto anche della diminuzione del 2015 (e di quella, di cui si vocifera, del 2017)?

su questo punto mi trova in radicale disaccordo, perchè leggo affermazioni non corrette:
i calcoli del Prof. Brambilla , che conosco bene e che sa delle mie
obiezioni fatte in molte occasioni, sono calcoli , che contengono diverse inesattezze di  interpretazione delle norme e delle classificazioni del bilancio Inps, che infatti valuta correttamente la spesa assistenziale nell'ordine di meno di 30 miliardi. Ma possiamo tacciare a cuor leggero di falsità i bilanci dell'Inps da 20 anni a questa parte, fatti sulla base addirittura di una legge , la legge del 1989 che appunto disciplina come dividere nel bilancio inps le spese assistenziali da quelle previdenziali , controllati da corte dei conti, Ministero dell'economia, Minitsero del l Lavoro, Collegio dei Sindaci, Comitato di Viglilanza nel quale sono sindacati e datori di lavoro, Unione Europea ed Eurostat, Istat, ?. Per avere un'idea delle dimensioni del problema basta che si scarichi dal sito inps il bilancio sociale 2016 fatto dal CIV (quindi sindacati...) che riporta una pagina che le allego evidente sulle pensioni assistenziali e previdenziale
Questa idea bizzarra e molto da romanzo per cui vi sarebbe una sorta di complotto internazionale e nazionale con a capo Istat ma anche eurostat Ue MEf e via via per fare conti artefatti sulle pensioni italiane a me che mi occupo da 25 anni di questo tema avendo rappresentato per diversi anni  anche il governo italiano presso la Ue sulle pensioni, ed essendo stato il tecnico responsabile economico della Cgil fino al 1996, ed avendo fatto parte del gruppo tecnico che ha Lavorto dulla legge Dini,   sembra francamente poco verosimile.
L'istat che per professionalità, indipendenza e serietà è uno dei migliori istituti di statistica europei , e del quale dovremmo far vanto, ha calcola correttamente  la spesa pensionistica italiana applicando i criteri obbligatori decisi a livello ue con tutti i 28 governi e che sono uguali in tutti i paesi.
Mi permetta una riflessione che un osservatore molto scrupoloso come Lei potrà valutare con indulgenza. Io potrei dirle perché sono uguale a George Clooney dandole le mie misure del viso, occhi, naso e conrontandole con quelle identiche di Clooney,    ma il fatto che lo dica non fa di me Geroge Clooney, basta accostare le due foto.... La difesa dell'equità del sistema pensionistico italiano non può essere fatta con artifici aritmetici, ma semmai  con ben altri e più importanti argomentiin ogni caso il governo ha costituito su richiesta delle Organizzazioni sindacali una commissione di esperti anche con i sindacati all'interno     per valutare la separazione contabile tra previdenza e assistenza. Temo che i risultati possano portare ad esiti opposti a quelli che si aspettano coloro che sostengono che è la previdenza finanzia l'assistenza .... e se sarà così spero che non si ponga un problema evidente sulle pensioni previdenziali.
Istat ha calcolato benissimo la variazione della speranza di vita che la norma Sacconi dice essere la differenza tra i due anni il primo e il terzo.
Che nel secondo anno la speranza di vita sia diminuita non rileva ai fini del calcolo, ma abbiamo anche fatto questo calcolo usando la media del triennio (quindi mettendo dentro anche il 2015 inn cui la speranza di vita si è ridotta di poco) e non i punti estremi. Il risultato sarebbe stato sempre 5 mesi.
In ogni caso le consiglio di analizzare la norma che abbiamo messo in legge di bilancio 2018 che modifica il meccanismo : gli scatti hanno un tetto massimo di due mesi, si calcola la media e non solo i punti estremi, e si prevede anche la possibilità di una riduzione, cosa non prevista antecedentemente. Mi rendo conto che quando si migliora non si fa notizia.....

Spero di esserLe stato utile e che voglia contribuire a fare chiarezza sulle norme
pensionistiche e sui loro autori.
anche io .... cordialmente
stefano patriarca

Allegato
3.2       Le prestazioni istituzionali
Ø Il quadro delle prestazioni sociali erogate
Dall‟analisi dei dati del Bilancio Consuntivo 2016 si evince che su 332.849 milioni di euro di uscite correnti, 308.021 milioni rappresentano la spesa destinata all‟erogazione delle prestazioni istituzionali che si suddividono in prestazioni pensionistiche e prestazioni non pensionistiche (Tabella 3.2.1).
Le prestazioni istituzionali erogate dall‟INPS sono ripartite in prestazioni pensionistiche previdenziali, che prevedono un finanziamento contributivo, e prestazioni assistenziali che, invece, sono sostenute dai trasferimenti statali. Le prestazioni non pensionistiche hanno natura mista, in quanto sono in parte finanziate da contribuzione ed in parte da trasferimenti statali.
Le prestazioni non pensionistiche si  articolano in prestazioni temporanee tipiche dell‟INPS quali gli ammortizzatori sociali, i trattamenti di famiglia, di maternità e di malattia, nonché  in un insieme di prestazioni che riguardano sia il pagamento del TFR/TFS ai lavoratori privati e pubblici, sia gli interventi sociali dell‟ex INPDAP.
Con riferimento ai dati concernenti la spesa per le pensioni nel loro complesso, si rileva che il
90,6% (246.943 milioni) è rappresentato dalla parte previdenziale, mentre il 9,4% (25.677 milioni) riguarda la parte assistenziale.
Nell‟ambito delle prestazioni non pensionistiche l‟importo di spesa più rilevante riguarda le prestazioni connesse agli ammortizzatori sociali, che ammontano a 13.641 milioni, con una riduzione rispetto al 2015 di 46 milioni.
I trattamenti di famiglia registrano un incremento di spesa del 2,7%, quelli di maternità dell‟8,1%, mentre le prestazioni per malattia sono aumentate del 3,7%.
I dati relativi al TFR dei  lavoratori privati  hanno fatto registrare nel 2016 un decremento del
2,5%, mentre quelli relativi ai TFS e TFR per i dipendenti pubblici mostrano un incremento del13,3%.
La spesa per pensioni, compresa la spesa per invalidità civile, come si evidenzia nella Tabella 3.2.1 seguente, ammonta a 272.620 milioni, con un decremento dello 0,2% rispetto al 2015 e rappresenta l‟88,6% delle prestazioni complessive.
Le prestazioni non pensionistiche coprono il restante 11,4%, pari a 35.401 milioni di euro e registrano un aumento dell‟1,9% (645 milioni) rispetto all‟anno precedente.


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Re: I: Pensioni, adeguamento automatico all'aspettativa di vita
Da:  v
8/2/2018 19:31

Egr. Dott. Patriarca,
La ringrazio molto per la Sua cortese risposta, che è una formidabile occasione per me, che faccio – scusi il termine - debunking da 6 anni sulle pensioni (una materia in cui ero del tutto ignorante prima), di sgombrare il campo dai residui dubbi. Scusandomi preliminarmente dell’errata numerazione delle note nella mia prima e-mail, mi permetta di fare qualche osservazione ulteriore.

Periodicità adeguamento automatico
Io sono un laico miscredente, ma non mi pare ci possano essere dubbi di sorta su una norma chiarissima (L. 214/2011, art. 24, comma 13), che ho già riportato nella nota 2, sulla quale, peraltro, ho già corretto vari giornalisti di previdenza, che su questo punto non hanno mosso obiezioni: “13 Gli adeguamenti agli incrementi della speranza di vita successivi a quello effettuato con decorrenza 1° gennaio 2019 sono aggiornati con cadenza biennale secondo le modalita' previste dall'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni ((, salvo quanto previsto dal presente comma)). A partire dalla medesima data i riferimenti al triennio, di cui al comma 12-ter dell'articolo 12 del citato decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni, devono riferirsi al biennio.
Assodato che la periodicità SACCONI è triennale, (i) essa diventa biennale, in forza della riforma Fornero, relativamente agli “adeguamenti successivi a quello [triennale] effettuato con decorrenza 1° gennaio 2019”. Ripeto: a nio avviso, non c’è alcun margine per dubbi interpretativi; (ii) no, se – come Lei sostiene - questa interpretazione non è corretta, la riforma Fornero modifica l’età di pensionamento nel 2021, poiché l’adeguamento asseritamente biennale dal 1° gennaio 2019 varrebbe per il biennio 2019-2020, e quindi dal 1° gennaio 2021 ne scatterebbe (presumibilmente) un altro; e (iii) di conseguenza, l’ininfluenza della riforma Fornero si verifica solo nel caso che la mia interpretazione sia corretta.

Giuliano Cazzola
Lei evidentemente mi ha risposto senza aver letto il mio articolo linkato alla nota 4: lì trova le prove documentali plurime (col mio commento), condizione imprescindibile per me quando formulo accuse, in particolare scritte. Assodato che Giuliano Cazzola ne sa molto più di me di pensioni, se ne deve arguire che nel suo caso non si tratta di ignoranza ma di malafede. Se mi permette l’introduzione di un elemento psicologico, l’errore voluto di Cazzola – come ho scritto nel commento - è per me indizio di coda di paglia per senso di colpa (riforma SACCONI).

OCSE
L’OCSE non ha sbagliato (cfr. conclusione del dialogo con Stefano Scarpetta) solo se la mia interpretazione è errata. D’altra parte, io ne ho dedotto (v. appresso) che siamo in presenza di una catena di soggetti che copiano il medesimo errore.

ISTAT
Ne deduco che, anche in questo caso, Lei non ha letto l’articolo riportato alla nota 4. Se lo legge attentamente, vede che io ho dedotto dallo studio di UPB, che oblitera completamente la riforma SACCONI semplicemente chiamandola Fornero (sic!), la catena ISTAT à EUROSTAT à UPB, poiché (i) è lo stesso UPB che dichiara che la fonte dei suoi dati è EUROSTAT; e (ii) ho dedotto che l’inizio della catena è ISTAT da ciò che scrive Alberto Brambilla. Per inciso, aggiungo che avevo già segnalato l’errore a Nicola Salerno di UPB tramite Carlo Clericetti nel suo blog.
Lo stesso, forse (?), è successo per lo studio Boeri-Garibaldi-Moen, che cancella anch’esso completamente la riforma SACCONI semplicemente chiamandola Fornero (sic!). Sono prove documentali inoppugnabili.

Alberto Brambilla
Oltre a Brambilla, ci sono altri esperti che muovono le stesse critiche, ad esempio Felice Roberto Pizzuti.
Al di là di Brambilla e Pizzuti, se legge il mio dialogo con Stefano Scarpetta vede le prove delle mie ben più modeste argomentazioni che in EUROSTAT si confrontano le pere con le mele (oltre all’assistenza, che secondo lo stesso Osservatorio INPS vale il 10% del totale, ci sono il TFR e altre 2 voci spurie, come l’uso delle pensioni di anzianità come ammortizzatore sociale e il peso molto eterogeneo della previdenza privata e dei connessi incentivi fiscali) e dati al lordo delle imposte, che è un duplice obbrobrio tecnico, sia perché le pensioni erogate dall’INPS sono nette, sia perché il peso fiscale penalizza l’Italia rispetto agli altri Paesi (oltre 2 punti di Pil). Almeno l’OCSE compara anche le cifre nette. La cosa grave da tener presente è che la nomea dell’Italia di spendacciona, che a giudicare dalle cifre aggregate è una fandonia cosmica, si basa soprattutto sul rapporto spesa pensionistica/Pil, spesso calcolato su dati vecchi, inadeguati nel caso di dati pensionistici le cui riforme hanno effetti nel medio-lungo periodo. Se può avere un significato, osservo che ho trasmesso il dialogo con Scarpetta dell’OCSE anche alla Commissione Europea: il presidente Juncker, solo in questo caso, mi ha fatto inviare un’email ieri per ringraziarmi.

Variazione speranza di vita
(i) Se Lei dice che “ISTAT ha calcolato benissimo”, ne prendo atto.
(ii) Chiedo venia, ma se lo dice la norma del crudele SACCONI (che ora peraltro fa finta di mostrarsi pentito, ma bara, cfr. prove documentali inoppugnabili nell’allegato alla nota 4), cui si dà – mi pare - un’interpretazione causidica, càllida, speciosa, poiché si deve invece presumere si tratti di misurare la differenza tra la fine e l’inizio del periodo triennale ) è un ottimo motivo per correggerlo…
(iii) Anche io, in un primo momento, avevo letto male e segnalato in giro nelle mie varie email che il comma 12ter dell’art. 12 della L. 122/2010 (riforma SACCONI) prescrive all’ISTAT di considerare nel calcolo soltanto gli aumenti e non anche le diminuzioni; ma poi, leggendo meglio, mi sono accorto che non c’è alcun dubbio che questo è limitato “in sede di prima applicazione” (cfr. nota 7). Io penso che basti un’interpretazione letterale (è sufficiente fare l’analisi del periodo e constatare l’assenza assoluta di segni di interpunzione tra la subordinata iniziale e la principale e la coordinata): “In sede di prima applicazione tale aggiornamento non puo' in ogni caso superare i tre mesi e lo stesso aggiornamento non viene effettuato nel caso di diminuzione della predetta speranza di vita.
(iv) Grazie dell’informazione (che andrò a leggere). Personalmente, trovo encomiabile che abbiate posto un limite massimo di 2 mesi e sgombrato il tavolo da interpretazioni (errate) restrittive.
Effettivamente, è strano che una notizia così importante non abbia avuto un'eco adeguata. Andrebbe fatto un comunicato alle agenzie di stampa. Purtroppo, contrastare la DISINFORMAZIONE sulle pensioni (e su Monti) ad opera della potentissima propaganda berlusconiana e del centrodestra, che ha fatto quasi 60 milioni di vittime (inclusa la CGIL, unico sindacato a scioperare contro la riforma SACCONI e le pesantissime, scandalosamente inique e recessive manovre correttive Berlusconi-Tremonti), è una fatica di Sisifo. Ma non bisogna demordere. Io ho scritto più volte, da anni, a tutti i media, prima ai direttori, poi, accortomi che non fanno circolare le segnalazioni rettificative, direttamente agli autori degli articoli, e p.c. a centinaia di destinatari, qualcosa così ho ottenuto. La ringrazio dell’attenzione.
Cordiali saluti
V.

PS: Se non ha nulla in contrario, riporterò - come faccio di solito - questo nostro utile dialogo nel mio blog.

***

Post scriptum
Speravo che discutendo con Stefano Patriarca sarei riuscito a chiarire chi, se non perché, abbia originato il suo errore, ma, pur avendogli sollecitato una replica, la mia speranza è andata delusa. Tuttavia, la sua segnalazione della nuova norma contenuta nella Legge di Bilancio 2018 mi ha consentito di scoprire, oltre ad un lapsus calami dello stesso Patriarca sul limite massimo dei mesi, che non sono due ma tre, con mia grande sorpresa, che l’errore sulla decorrenza della periodicità biennale dell’adeguamento automatico recata dalla riforma Fornero, prima di lui, lo ha commesso anche sia la Ragioneria Generale dello Stato (RGS) che, addirittura, il Parlamento, e non soltanto nella Legge di Bilancio 2018 ma anche in una legge del 2016, antecedente, cioè, ai rapporti 2017 dell’OCSE e della RGS. La mia caccia continua.


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martedì 13 febbraio 2018

Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni




Pubblico lo scambio di e-mail sulle pensioni tra me e Paolo Zani, titolare del sito Tuttoprevidenza.it, svoltosi alcuni mesi fa. Ho deciso di pubblicarlo dopo avere scoperto ieri casualmente (facendo una ricerca nel web sulle fake news di RGS e Ministero del Lavoro sull’adeguamento automatico dell’età di pensionamento, che pubblicherò a breve) che, dopo avermi risposto in maniera surreale, negando perfino l’evidenza, egli ha pubblicato un articolo sul suo sito che fa tesoro delle mie osservazioni. La mia prima e-mail l’ho inviata tramite il suo sito e l’ho indirizzata all’autore dell’articolo.


Il 17/10/2017 15:09, Vincesko ha scritto:
Da: Vincesko Oggetto: Tre casi di DISINFORMAZIONE generale tra i più macroscopici della storia italiana

Messaggio:

Egregio Dott. Salvatore Martorelli,
p.c. tuttoprevidenza.it, CISL Milano, CISL Lombardia

Ho letto solo oggi il Suo articolo “Questa è la riforma delle pensioni” del 2011 (https://tuttoprevidenza.it/wp-content/uploads/2014/03/Riformapensionimontifornero.pdf). L’ho trovato un esempio preclaro di DISINFORMAZIONE, talmente esagerato da non rinviare, come tutte le esagerazioni, a coda di paglia per senso di colpa, visto che la CISL di Raffaele Bonanni fu complice di Sacconi.
Mi permetto, allora, di inviare anche Lei:
Oggetto: Tre casi di DISINFORMAZIONE generale tra i più macroscopici della storia italiana
A: Governo, Parlamentari, Politici, Media, Professori, Sindacati, Siti economici e Fondazioni, altre Istituzioni
Vi trasmetto per competenza:
Tre casi di DISINFORMAZIONE generale tra i più macroscopici della storia italiana
“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”. (Joseph Goebbels)
Io ritengo, da sei anni, che ci troviamo di fronte a tre casi di DISINFORMAZIONE (lo scrivo quasi sempre in maiuscolo) tra i più macroscopici della storia italiana, tre veri casi di scuola:
l’ammontare complessivo di 330 (trecentotrenta) mld€ delle manovre finanziarie correttive varate nella scorsa legislatura, costituite, secondo Il Sole 24 ore, per il 55% da maggiori tasse e per il 45% da minore spesa pubblica,[1] la quasi generalità delle vittime di tale DISINFORMAZIONE (quasi 60 milioni di Italiani, inclusi – pare – quasi tutti i docenti di Economia) e la sua ripartizione tra il governo Berlusconi (80%) e il governo Monti (20%), ma attribuendo tutto a Monti, o, almeno, non citando mai Berlusconi.
Assieme ai casi coevi de
- la riforma delle pensioni Fornero, alla quale, per varie responsabilità dei soggetti coinvolti, tra i quali sono inclusi – con un grado diverso di malafede - la stessa professoressa Fornero,[2] il prof. Monti, che per inciso io giudico una persona per solito molto sincera,[3] esperti di previdenza, come ad esempio Giuliano Cazzola, che essendo stato uno dei protagonisti (durante il governo Berlusconi era vicepresidente della Commissione Lavoro alla Camera) conosce benissimo la normativa pensionistica e i suoi autori,[4] o la strana coppia costituita dal senatore Sacconi e dall’onorevole Damiano,[5] vengono attribuite anche tutte le misure della ben più severa riforma delle pensioni Sacconi, 2010 e 2011[6], il quale, anziché denunciare pubblicamente il plagio e rivendicare la paternità e l’incisività della sua riforma, è stato per anni silenzioso assecondando la vulgata.
E, in ambito UE, per corresponsabilità anche della stessa BCE e della Commissione Europea,
- gli obiettivi statutari della BCE, che non è uno soltanto - la stabilità dei prezzi - come quasi tutti pensano; oggetto, oltre che di numerosi miei post e commenti, di una mia petizione al Parlamento Europeo, in corso di esame e attualmente in attesa della risposta della BCE (e della Commissione Europea) alla mia replica.[7]
Questo mio lungo articolo (che in gran parte mette insieme in un unico post dati e informazioni contenuti in vari altri) vuole essere un ulteriore, personale contributo all’opera di chiarificazione che porto avanti da 6 anni, contrastando la vulgata della versione (a) di chi ha messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la recessione, alimentata ad arte dalla potente propaganda berlusconiana ed anche agevolata dalle millanterie di fatto del Prof. Monti e della Prof.ssa Fornero, a cominciare già dal titolo del primo DL del governo Monti: “Salva-Italia”; (b) di chi ha portato l’età di pensionamento a 67 anni e messo in sicurezza i conti pensionistici; e (c) degli effettivi poteri-doveri della BCE. Ma, credetemi, è una fatica di Sisifo!
Spero perciò che anche altri (in particolare, media,[8] politici e docenti[9]) vorranno intraprendere quest’opera di chiarificazione, al loro ben più importante livello di autorevolezza, di influenza e di diffusione. […]

Tre casi di DISINFORMAZIONE generale tra i più macroscopici della storia italiana

Vi ringrazio della cortese attenzione.
Cordiali saluti
V.

PS: Ecco, invece, un buon esempio di corretta informazione:
PPS: Perché non pubblicate il Vs. indirizzo e-mail?


Re: Contatto "Tre casi di DISINFORMAZIONE generale tra i più macroscopici della storia italiana"
Da:  Paolo Zani (p.zani@tuttoprevidenza.it)
17/10/2017 16:47
A:  v   

Egr. Sig. Vincesko,
non mi sembra che il manuale "Questa è la riforma delle pensioni" a cura del ns. collaboratore Salvatore Martorelli sia un esempio "preclaro" di disinformazione.
E' solo la lettura e il commento alla Riforma Monti Fornero; non mi pare di avere trovato giudizi in negativo o in positivo.
E' un manuale operativo e niente più!
Tuttoprevidenza è un sito di informazione tecnica che non ha mai dato, almeno mi pare, giudizi sulla bontà o meno delle riforme: questo lo lasciamo fare ai politici ed appassionati di politica, non è affar nostro.
L'indirizzo e-mail è pubblicato in calce alle nostre pubblicazioni laddove si chiede, a chi vuole ricevere la ns. pubblicazione, un "si".
Forse nel n° in questione non era stato indicato, e in questo ha ragione.
In ogni caso vedo che lei è riuscito a contattarci per cui non capisco dove stia il problema.
Cordiali saluti.
Paolo Zani   


Re: Contatto "Tre casi di DISINFORMAZIONE generale tra i più macroscopici della storia italiana"
Da:  v
18/10/2017 00:09

Egr. Sig. Paolo,
Dalle sue osservazioni, deduco che lei non ha letto il mio articolo allegato, incluse le note.
1. Salvatore Martorelli dà un giudizio esagerato sulla riforma Fornero: la definisce addirittura una rivoluzione. E allora quella Sacconi che cos'è? E quella Dini?
2. Detto in parole povere, come quasi 60 milioni di Italiani, prende fischi per fiaschi: attribuisce alla Fornero misure già decise da SACCONI un anno e mezzo prima e già in vigore dall'1.1.2011, ben prima che arrivasse la Fornero, o, come l'adeguamento all'aspettativa di vita, che andranno in vigore - come previsto da SACCONI - nel 2013, senza accorgersi (il che è preoccupante) che la plagiatrice e millantatrice Fornero (gliel'ho scritto direttamente) le ha copiate pari pari dalla riforma SACCONI.
3. Ho già inviato il mio articolo a un centinaio di destinatari, facendo soltanto 3 e-mail cumulative (poiché Libero ha revisionato da poco il programma di posta e posto un limite numerico), se avessi dovuto farlo tramite i rispettivi siti avrei dovuto inviare 100 e-mail.
Cordiali saluti,
V.


Re: Contatto "Tre casi di DISINFORMAZIONE generale tra i più macroscopici della storia italiana"
Paolo Zani (p.zani@tuttoprevidenza.it)
18/10/2017 11:04
A:  v 

Mi scusi, ma cosa pretende da me?
Che legga le sue elucubrazioni dopo che ha definito "preclaro esempio di disinformazione" un ottimo manuale redatto da uno dei maggiori esperti di Previdenza, il dr. Martorelli, che collabora con me da anni?
Conduca la sua giusta battaglia di informazione, anche se nella sostanza non cambia nulla, ma lasci in pace il dr. Martorelli e il sito "tuttoprevidenza".
Per me è finita qui!
Tanto le dovevo.
Paolo Zani


Re: Contatto "Tre casi di DISINFORMAZIONE generale tra i più macroscopici della storia italiana"
Da:  v
18/10/2017 13:04

Elucubrazioni? Francamente, trovo la sua replica incredibile e arrogante, tipica dei milanesi, segnatamente quelli più ciucci. Non faccia il finto tonto, con tono maleducato da indignato. O veramente crede alle fesserie cosmiche che ha scritto? Perché non risponde nel merito, se ne è capace? Io sono aduso a valutare obiettivamente ciò che leggo, come è dimostrato dal mio giudizio positivo sull'altro articolo pubblicato sul suo sito e concernente la riforma SACCONI, mentre l'articolo di Salvatore Martorelli sulla riforma delle pensioni Fornero (che lei definisce pomposamente manuale), che arriva all'assurdo di ascrivere a Fornero l’innalzamento dell’età di pensionamento per vecchiaia a 66 anni, deciso dal DL 78 del 31/5/2010, L. 122/2010, con decorrenza 1.1.2011, e l'adeguamento periodico all'aspettativa di vita, statuito dal comma 12bis dell'art. 12 della legge 122/2010, o l’allungamento dell’età base di pensionamento, già deciso dal DL 78/2010 (Sacconi) e dalla L. 247/2007 (Damiano), attraverso la cosiddetta “finestra” di erogazione, la cui eliminazione compensa integralmente (e non “parzialmente” come scrive l’autore) l’allungamento dell’età base operato da Fornero, che dunque è solo formale; ossia, in tutti e tre i casi, si tratta di misure decise almeno un anno e mezzo prima che arrivasse il governo Monti-Fornero,[1] - ribadisco - è un esempio preclaro di DISINFORMAZIONE, talmente esagerato - ribadisco - da rinviare, come TUTTE le esagerazioni, a coda di paglia per senso di colpa, vista la complicità del sedicente sindacalista (copyright “Europa”) Raffaele Bonanni, segretario generale della CISL, nella stesura della riforma delle pensioni SACCONI, cosa che evidentemente cercate in ogni modo di nascondere, assieme alla UIL.
Peraltro, io ho scritto a Salvatore Martorelli, faccia eventualmente rispondermi da lui, inoltrandogli, se vuole, la mia email. Addio.
V.
[1] “L’età richiesta per la pensione di vecchiaia - che fino al 2011 era fissata in 65 e 60 anni, rispettivamente per maschi e femmine – si innalza dal 2012, a 66 anni per gli uomini, senza distinzione tra dipendenti e autonomi [e per le lavoratrici dipendenti pubbliche, ndr], a 62 anni per le donne lavoratrici dipendenti e a 63 anni e mezzo per le lavoratrici autonome [non è esatto, ndr].
Ma c’è di più: a partire dal 2013 l’età pensionabile crescerà, periodicamente, così come cresce l’aspettativa di vita degli italiani”.


Re: Contatto "Tre casi di DISINFORMAZIONE generale tra i più macroscopici della storia italiana"
Da:  Paolo Zani (p.zani@tuttoprevidenza.it)
18/10/2017 17:34
A:  v

Ero tentato di non risponderle ma non posso tacere di fronte a tanta spocchia!
Precisazioni:
·         tanto per cominciare non sono milanese
·         se per "ciucci" intente "asini" le dico che mi ha fatto un grosso complimento in quanto ritengo questi adorabili animali tra i più intelligenti del regno animale e molto più di tanti umani
·         Fesserie cosmiche io non ne ho scritte ma, anche se fosse, non vedo cosa possa importarle
·         ripeto, il manuale del dr. Martorelli era solo, e voleva solo essere, un commento della legge Fornero e nulla più! I commenti e le valutazioni di ordine  politico li vada a cercare da altre parti non in Previdenza Flash che è e vuole essere solo ed esclusivamente un supporto tecnico.
·         Cosa dovrei nascondere? la riforma Sacconi?  Vedo che cita CISL e UIL e la CGIL dov'era? e se c'era dormiva?
·         Non sono tenuto a dare indirizzi dei miei collaboratori.
Cari saluti
dall'arrogante
Paolo Zani


Re: Contatto "Tre casi di DISINFORMAZIONE generale tra i più macroscopici della storia italiana"
Da:  v
18/10/2017 19:51

Le rispondo pacatamente, poiché lei è un caso clinico, ma in fondo mi sembra una persona onesta, anche se è incline a travisare ciò che legge, quindi legga più attentamente.
1. Tutti gli ignoranti che mi tocca "redarguire" (di solito scrivo "bastonare") in Internet, che finora dal 2009 sono forse migliaia (inclusi professoroni famosi), si difendono dandomi dello spocchioso o simili, giudizio del tutto superficiale e gratuito, poiché io sono ignorante ma quando mi informo lo faccio bene e aborro le menzogne e la DISINFORMAZIONE e quindi gli asini saccenti.
2. Mi sorprende che lei, se s'intende un po' della materia visto che ha un blog su di essa, travisi le cose in modo così evidente. Il commento del dott. Salvatore Martorelli alla riforma delle pensioni Fornero è "politico" (con le virgolette: in gergo tecnico-aziendale, vuol dire edulcorato, manipolato, aggiustato), poiché - lo ripeto ancora - attribuisce a Fornero importanti misure varate da SACCONI un anno e mezzo prima; ed io ho fatto innanzitutto rilievi critici fondati di ordine tecnico. Aggiungo che trovo quasi impossibile che egli, essendo un tecnico della materia pensionistica, non conosca gli autori delle norme, peraltro recentissime all'epoca in cui ne scrive, quindi trovo logico arguirne una buona dose di malafede. Se non è malafede è ignoranza, tertiun non datur. D'altra parte, le è facile verificarlo trasmettendogli le mie osservazioni puntuali e chiedendogli una risposta altrettanto puntuale (non a me, a lei).
3. Che siano state norme varate da SACCONI lo so anche per esperienza personale diretta, poiché sono stato una delle vittime dell'art. 12 del DL 78 del 31.5.2010 SACCONI, che mi ha procrastinato il pensionamento di 12 mesi (dal marzo 2011 al marzo 2012), perciò da perfetto profano cominciai a interessarmi delle pensioni.
4. Legga più attentamente, non le ho chiesto di darmi l'indirizzo email di S.M., ma di farmi rispondere da lui.
5. Io non ho antipatie preconcette, ma esprimo giudizi basati rigorosamente su fatti e dati. Cerchi di fare altrettanto.
Cordiali saluti,
V.
PS: Lei, mi spiace, ha anche la memoria corta: la CGIL, oltre ad essere esclusa dagli incontri indetti da Sacconi con i sindacati (con l'avallo implicito della CISL e della UIL), fu l'unico sindacato nel 2010 a fare sciopero. E perciò, a dirla tutta, non comprendo perché anche la CGIL nomini sempre Fornero e mai SACCONI, come fa anche il segretario generale della SPI-CGIL, per la seconda volta, nel suo blog su Huffington Post, e per questo l'ho adeguatamente "redarguito", accusandolo di raccontare balle (come vede, non faccio distinzioni tra simpatici e antipatici):


Re: Contatto "Tre casi di DISINFORMAZIONE generale tra i più macroscopici della storia italiana"
Paolo Zani (p.zani@tuttoprevidenza.it)
20/10/2017 18:36
A:  v    

Caso clinico sarà lei...anzi ne sono sicuro.
Le chiedo di smetterla di importunarmi con le sue e-mail.
Ad ogni buon conto l'ho inserita nel filtro anti- spam per cui non potrò più leggerla e me ne farò una ragione.
Paolo Zani

***

Dopo una settimana, Paolo Zani pubblica nel suo sito questo articolo e s’intesta la “scoperta” che l’adeguamento automatico è stato introdotto da Sacconi nel 2009.

Innalzamento età pensionabile: un po’ di chiarezza. Di chi la colpa?
Published on novembre 7th, 2017 | by Paolo Zani

dal quale traggo:
Non ci crederete, ma le leggi che hanno istituito e dato attuazione al meccanismo dell’innalzamento dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita sono:
§  Il decreto legge 1° luglio 2009 n° 78 convertito in legge con modificazioni dalla legge 03 agosto 2009 n° 102;
§  Il decreto legge 31 maggio  2010 n° 78 convertito in legge con modificazioni dalla legge 31 luglio 2010 n° 122;
Salvo prova contraria allora al Governo c’era Silvio Berlusconi appoggiato anche dalla Lega, allora, Nord”.

NB: Ancora adesso, statutariamente, è Lega Nord.


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